Quando fu inaugurato, nel dicembre del 2009, ci fu chi disse che non serviva a niente perchè “non ci passano le macchine”. E’ il Ponte del Mare, stupenda unione ciclopedonale fra le due sponde del fiume Pescara. Opera “avveneristica” nell’architettura ma soprattutto nel suo concetto: fa assaporare ai cittadini l’ebrezza di muoversi a piedi o in bici, sospesi sul mare con lo sguardo sulla Majella e sul Gran Sasso.

 

Certo, senza una ciclabile “da e per” rischia di rimanere un prezioso soprammobile. Ma se vale un paginone sul quotidiano La Repubbica qualcosa vorrà pur dire. L’articolo è nell’inserto Viaggi del 23 maggio 2012 (Pescara. Tutta da scoprire, meglio ancora se in bicicletta, di Paola Sorge). E poi che la bici, la mobilità alternativa, la qualità della vita, non fanno marketing territoriale.

 

Alessandro Ricci

 

 

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